Fare il pieno oggi costa molto più dell’estate scorsa. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati a martedì 11 agosto 2026, la benzina self service costa in media 1,983 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 2,073 euro al litro. I prezzi risultano in leggero calo rispetto al giorno precedente, ma restano su livelli elevati.
Per capire quanto pesa davvero il caro carburanti sul bilancio familiare basta fare un calcolo semplice. Con un serbatoio da 50 litri, oggi servono circa 99,15 euro per un pieno di benzina e 103,65 euro per un pieno di diesel.
Il confronto con l’estate 2025 rende ancora più evidente la differenza. Il 28 agosto dello scorso anno il Mimit rilevava una media di circa 1,70 euro al litro per la benzina e 1,63 euro per il gasolio. A parità di serbatoio da 50 litri, significa che oggi un pieno costa circa 14 euro in più per la benzina e oltre 22 euro in più per il diesel.
Carburanti, quanto pesa il rincaro sul bilancio delle famiglie
Il problema non riguarda soltanto chi sta partendo per le vacanze. Chi utilizza l’auto tutti i giorni per andare al lavoro, accompagnare i figli, fare la spesa o raggiungere una seconda casa deve fare i conti con una spesa aggiuntiva che si accumula durante l’anno.
Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, mantenendo nel 2026 gli stessi consumi del 2025, il caro carburanti potrebbe costare agli italiani oltre 1,1 miliardi di euro in più ogni mese, per un aggravio complessivo stimato in 13,6 miliardi di euro nell’intero anno. La stima corrisponde a un aumento del 20,4% rispetto alla spesa sostenuta nel 2025.
La situazione cambia anche in base alla regione. Secondo la Cgia, tra le aree maggiormente colpite dagli aumenti figurano Basilicata, Campania e Puglia. In Campania, per esempio, l’impatto economico mensile stimato arriva a circa 89 milioni di euro.
Per chi in estate utilizza l’auto più spesso, quindi, ogni chilometro percorso può trasformarsi in una voce di spesa significativa. Ridurre i consumi non significa necessariamente rinunciare all’auto: alcune abitudini di guida e alcuni controlli possono aiutare a limitare il carburante utilizzato.
Il primo errore che fa consumare di più: pneumatici sgonfi
Prima ancora di pensare a come guidare, conviene controllare le gomme. La pressione degli pneumatici incide infatti sia sulla sicurezza sia sull’efficienza dell’auto.
L’ACI raccomanda di mantenere gli pneumatici alla pressione indicata dal costruttore e di controllarla regolarmente. Una pressione non corretta può aumentare i consumi e, secondo le indicazioni pubblicate da ACI, pneumatici usurati o con pressione errata possono arrivare a far consumare fino al 10% in più.
Il controllo diventa ancora più importante prima di un viaggio estivo. Bagagli, passeggeri e lunghe percorrenze modificano il carico dell’auto e il libretto indica generalmente anche la pressione consigliata quando la vettura viaggia a pieno carico.
La pressione va controllata a freddo, prima della partenza, seguendo i valori indicati dal costruttore. Non conviene invece modificare autonomamente la pressione per cercare di consumare meno: il riferimento deve sempre essere quello previsto per il veicolo.
Accelerare e frenare continuamente fa aumentare la spesa
Un altro modo concreto per ridurre il consumo di carburante consiste nel cambiare il modo di guidare.
Accelerazioni brusche, frenate improvvise e continui cambi di velocità richiedono più energia rispetto a una guida regolare. L’ACI consiglia di anticipare il traffico, mantenere una velocità il più possibile costante ed evitare di premere inutilmente a fondo l’acceleratore.
Il principio vale soprattutto nei percorsi urbani. Quando si vede da lontano un semaforo rosso, una coda o un rallentamento, alleggerire progressivamente la pressione sull’acceleratore permette di evitare di arrivare a velocità elevata per poi frenare bruscamente.
Anche in autostrada mantenere una velocità regolare aiuta a evitare continui aumenti e diminuzioni dei consumi. Naturalmente la velocità deve sempre rispettare i limiti previsti e le condizioni della strada.
Aria condizionata in auto: spegnerla fa davvero risparmiare?
In estate l’aria condizionata diventa quasi indispensabile, soprattutto durante i viaggi più lunghi. Ma anche il suo utilizzo può incidere sui consumi.
Questo non significa che convenga viaggiare con i finestrini completamente abbassati durante una giornata molto calda. A velocità elevate l’apertura dei finestrini aumenta la resistenza aerodinamica e può peggiorare l’efficienza dell’auto. ACI e Michelin indicano infatti di chiudere i finestrini alle velocità più elevate e di utilizzare l’aria condizionata con criterio.
Una soluzione pratica consiste nel non impostare una temperatura eccessivamente bassa rispetto a quella esterna e nel evitare di lasciare il climatizzatore acceso inutilmente quando l’auto è ferma. Prima di partire, soprattutto dopo una lunga sosta al sole, può essere utile far uscire per qualche minuto l’aria molto calda dall’abitacolo.
Bagagli e portapacchi: anche il peso conta
L’estate porta spesso con sé valigie, borse, attrezzature da spiaggia e tutto ciò che serve per una vacanza. Ma viaggiare con un carico maggiore significa anche chiedere qualcosa in più al motore.
ACI consiglia infatti di viaggiare leggeri e di evitare di trasportare nell’auto oggetti che non servono. Anche il portapacchi o il box da tetto, quando non sono necessari, possono aumentare la resistenza all’avanzamento e quindi il consumo di carburante.
Prima di partire per le ferie, quindi, vale la pena fare una semplice operazione: svuotare il bagagliaio e lasciare a casa ciò che non serve realmente.
Come scegliere il distributore e pagare meno
Il prezzo indicato dal distributore può cambiare sensibilmente anche tra impianti vicini. Per questo, prima di fare il pieno, conviene confrontare le tariffe.
Il Mimit pubblica quotidianamente i prezzi medi dei carburanti e mette a disposizione l’Osservaprezzi Carburanti, che consente di verificare le informazioni comunicate dai distributori. I dati vengono aggiornati quotidianamente e permettono di confrontare i prezzi praticati sul territorio.
Anche pochi centesimi di differenza possono diventare una somma interessante nel corso dell’estate. Su un pieno da 50 litri, per esempio, una differenza di 10 centesimi al litro equivale già a 5 euro.
Con i prezzi attuali, quindi, scegliere dove fare rifornimento può incidere quasi quanto cambiare alcune abitudini di guida.
Quanto si può risparmiare davvero
Non esiste una cifra uguale per tutti. Il risparmio dipende dal tipo di automobile, dal motore, dal percorso, dal traffico e soprattutto dai chilometri percorsi.
Una cosa però è certa: con benzina vicina ai 2 euro al litro e diesel sopra i 2 euro, anche piccoli miglioramenti nell’efficienza diventano economicamente rilevanti.
Per una famiglia che percorre molti chilometri durante l’estate, controllare la pressione delle gomme, eliminare il peso inutile, guidare in modo più regolare, utilizzare correttamente il climatizzatore e confrontare i prezzi dei distributori può ridurre la spesa complessiva senza dover rinunciare agli spostamenti.
Il caro carburanti, del resto, non è soltanto una questione legata al prezzo esposto sulla colonnina. Come mostrano le stime della Cgia, il rincaro si traduce in una spesa aggiuntiva molto consistente per famiglie e imprese.
In un’estate in cui il costo di una vacanza è già aumentato tra carburante, parcheggi, ristoranti e servizi balneari, anche il pieno dell’auto può diventare una voce da tenere sotto controllo.
