Assegno Unico, arrivano i controlli INPS sull’ISEE: cosa devono verificare le famiglie

L’INPS ha avviato nuovi controlli sulle Dichiarazioni Sostitutive Uniche utilizzate per ottenere l’ISEE. Alcune famiglie che ricevono l’Assegno Unico potranno ricevere una comunicazione dall’Istituto: ecco cosa sta succedendo e quali dati possono finire sotto verifica.
L’Assegno Unico entra nel mirino dei nuovi controlli dell’INPS sull’ISEE. L’Istituto ha annunciato il 18 settembre l’avvio delle comunicazioni relative alle verifiche sulle DSU, cioè le dichiarazioni utilizzate per ottenere l’attestazione ISEE e determinare, tra le altre cose, l’importo dell’Assegno Unico e Universale.
L’INPS precisa che si tratta di controlli finalizzati a verificare la correttezza delle informazioni dichiarate e a garantire che le prestazioni sociali arrivino alle famiglie che ne hanno diritto. Le verifiche riguardano alcune posizioni per le quali l’Istituto ha individuato elementi che richiedono ulteriori approfondimenti.
Assegno Unico, cosa sta controllando l’INPS
Il controllo parte dal confronto tra i dati inseriti nella DSU e le informazioni già presenti negli archivi dell’INPS. L’Istituto verifica quindi la coerenza degli elementi utilizzati per determinare l’ISEE e, di conseguenza, per calcolare l’importo dell’Assegno Unico.
La DSU contiene infatti sia informazioni dichiarate direttamente dal cittadino sia dati precompilati provenienti da INPS e Agenzia delle Entrate. Il nucleo familiare, i redditi e il patrimonio rappresentano alcuni degli elementi che concorrono alla determinazione dell’indicatore.
Non tutte le famiglie che ricevono l’Assegno Unico saranno coinvolte. L’INPS chiarisce che le comunicazioni individuali riguarderanno esclusivamente le posizioni nelle quali le verifiche hanno fatto emergere elementi da approfondire.
Chi riceverà la comunicazione INPS
La comunicazione non riguarda quindi automaticamente tutti i beneficiari dell’Assegno Unico. L’INPS contatterà i percettori interessati dai controlli quando emergerà la necessità di verificare alcuni elementi autocertificati nella DSU.
In particolare, l’Istituto segnala che le verifiche possono riguardare le informazioni utilizzate per il rilascio dell’ISEE corrente impiegato nel calcolo della prestazione. In presenza di elementi da chiarire, la famiglia potrà aggiornare o integrare quanto dichiarato.
Cosa succede all’Assegno Unico
Il controllo può avere conseguenze anche sull’importo mensile. Durante la verifica, infatti, l’INPS può rideterminare temporaneamente l’importo dell’Assegno Unico secondo le regole previste quando manca un ISEE valido.
Questo non significa che l’Assegno Unico venga automaticamente perso. La prestazione resta infatti universale e spetta anche alle famiglie che non presentano l’ISEE o che superano la soglia massima prevista. In questi casi l’INPS riconosce l’importo minimo. Per il 2026 la soglia ISEE massima arriva a 46.582,71 euro, mentre l’importo medio dell’Assegno varia in funzione della situazione economica del nucleo.
Cosa devono fare le famiglie
Chi riceverà la comunicazione dell’INPS potrà intervenire sulla propria posizione attraverso una nuova DSU, presentata tramite il servizio online dedicato oppure con l’assistenza di un CAF.
La famiglia potrà anche fornire all’INPS la documentazione necessaria per dimostrare la correttezza delle informazioni già dichiarate. L’Istituto valuterà quindi gli elementi acquisiti e procederà con gli eventuali aggiornamenti della posizione.
Per chi non riceve alcuna comunicazione, invece, l’avvio della campagna di controlli non comporta un nuovo adempimento automatico. L’INPS ha infatti specificato che l’iniziativa riguarda le posizioni nelle quali sono emersi elementi che richiedono un approfondimento.
Assegno Unico 2026, perché l’ISEE resta importante
L’ISEE continua ad avere un ruolo centrale nel determinare l’importo dell’Assegno Unico. Per il 2026 l’INPS indica un importo medio di 177 euro per figlio a luglio, con valori che vanno da circa 58 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima a circa 227 euro per la fascia ISEE più bassa. Nei primi sette mesi dell’anno l’Istituto ha erogato complessivamente 11,6 miliardi di euro a 6,1 milioni di nuclei familiari.
La nuova attività di verifica si inserisce quindi nel sistema ordinario di controllo delle prestazioni e punta a verificare che i dati utilizzati per determinare il sostegno economico corrispondano alla situazione dichiarata dalle famiglie.
La comunicazione dell’INPS riguarda soltanto le posizioni sottoposte ad approfondimento. Per le famiglie interessate, sarà quindi importante verificare i dati indicati nella DSU e seguire le indicazioni contenute nella comunicazione ricevuta dall’Istituto.

