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Benzina e diesel, il prezzo cambia: cosa sta succedendo da oggi nelle stazioni Eni e IP

Il prezzo di benzina e diesel comincia a scendere, ma non ancora ovunque. Dopo l’avvio del tetto deciso da Eni, anche IP ha iniziato ad adeguare i propri listini: nelle stazioni che applicano il nuovo limite la benzina arriva a 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro.

La novità è entrata nel vivo tra lunedì 28 e martedì 29 settembre e sta già producendo i primi effetti sui prezzi medi nazionali, anche se il divario rispetto ai livelli delle scorse settimane resta significativo.

Benzina e diesel, quanto costano oggi

Gli ultimi dati disponibili mostrano un primo movimento verso il basso.

Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio self della benzina è passato da 2,159 a 2,152 euro al litro, mentre quello del gasolio è sceso da 2,377 a 2,369 euro al litro.

Anche in autostrada si registra una riduzione: la benzina self passa da 2,254 a 2,214 euro al litro, mentre il diesel scende da 2,459 a 2,420 euro.

Il calo, quindi, è ancora contenuto, ma arriva dopo settimane caratterizzate da forti aumenti.

Eni, il tetto a 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel

La misura più importante resta quella introdotta da Eni sulla rete Enilive.

Dal 28 settembre il gruppo applica un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, anche nelle stazioni presenti sulla rete autostradale.

Il tetto è previsto inizialmente per 30 giorni, ma potrà essere prorogato fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Il nuovo prezzo massimo non significa però che tutti i distributori italiani vendano carburante a quelle cifre: riguarda la rete Eni e, progressivamente, anche quella IP.

Anche IP segue Eni: il nuovo prezzo arriva progressivamente

La novità delle ultime ore riguarda IP, controllata dal gruppo azero Socar.

Anche la rete IP ha iniziato ad applicare un tetto allineato a quello di Eni, quindi 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il diesel.

L’adeguamento, però, non interessa immediatamente tutti i distributori IP. L’azienda ha previsto un’estensione progressiva della misura, partendo da alcune stazioni e valutando successivamente l’allargamento della rete.

Il primo giorno sono stati coinvolti circa 300 distributori, con l’obiettivo di estendere progressivamente l’iniziativa.

Perché non tutti i distributori hanno ancora lo stesso prezzo

È questo uno degli aspetti da tenere presente quando si guarda al prezzo esposto sulla pompa.

Il limite di 1,99 euro per la benzina e di 2,19 euro per il diesel non è un prezzo imposto a tutti i distributori italiani. Si tratta di iniziative volontarie adottate da alcuni grandi operatori.

Per questo motivo, nelle stesse ore, è possibile trovare differenze anche rilevanti tra una stazione di servizio e l’altra.

Il dato medio nazionale del Mimit, infatti, rimane superiore ai prezzi praticati nelle stazioni che hanno già applicato il nuovo tetto.

Q8 potrebbe essere il prossimo operatore

Il governo sta intanto cercando di coinvolgere anche altri grandi operatori della distribuzione.

Tra i nomi al centro delle interlocuzioni c’è Q8, per la quale sono arrivati segnali considerati positivi sulla possibilità di adottare una misura analoga.

Se anche altri gruppi dovessero intervenire, il numero di automobilisti che potrebbe trovare prezzi calmierati aumenterebbe. Al momento, però, non tutti gli operatori hanno aderito all’iniziativa.

Code ai distributori e alcuni impianti rimasti senza carburante

L’avvio dei nuovi prezzi ha provocato anche un effetto immediato in alcune città: code davanti ai distributori.

In diversi impianti Eni presi d’assalto dagli automobilisti si sono verificati casi di esaurimento temporaneo delle scorte. Situazioni analoghe sono state segnalate anche in alcune stazioni interessate dai ribassi.

Il fenomeno non riguarda però l’intera rete nazionale e resta da verificare nei prossimi giorni l’impatto che l’aumento della domanda potrà avere sulla logistica e sulla disponibilità di carburante.

Il prezzo scenderà ancora?

I primi dati indicano che la tendenza al rialzo si è almeno fermata, ma è ancora presto per parlare di un ritorno generalizzato dei prezzi sotto i 2 euro.

Molto dipenderà dall’andamento delle quotazioni internazionali, dagli approvvigionamenti e soprattutto dall’eventuale adesione di altri operatori al price cap.

Per chi deve fare rifornimento, quindi, la situazione resta molto variabile: il prezzo di 1,99 euro per la benzina e di 2,19 euro per il diesel è già realtà in alcune stazioni, ma non rappresenta ancora il prezzo praticato da tutta la rete italiana.

Nei prossimi giorni saranno soprattutto i dati del Mimit a mostrare quanto il nuovo tetto Eni e l’iniziativa di IP riusciranno a incidere sulla media nazionale.