Settembre è il mese in cui tornare a guardare la bolletta del gas prima che aumentino i consumi per il riscaldamento. Non significa necessariamente cambiare fornitore. Significa, piuttosto, verificare quali condizioni economiche risultano oggi applicate, quando scadono e quale formula determina il prezzo del gas.
Il controllo arriva in una fase in cui il mercato resta esposto alle oscillazioni dei prezzi all’ingrosso. Per i clienti del Servizio di tutela della vulnerabilità, ARERA ha registrato ad agosto un aumento del 6,9% della spesa rispetto a luglio, con la componente relativa alla materia prima salita a 64,15 euro/MWh.
Gas, perché settembre diventa un mese importante
Il motivo è semplice: con l’arrivo dell’autunno aumentano progressivamente i consumi domestici e una differenza nel prezzo applicato alla materia prima può avere un peso maggiore sulla spesa complessiva.
Prima di affrontare i mesi più freddi, quindi, la bolletta permette di capire quale contratto risulta attivo e quali condizioni economiche applica il venditore.
ARERA indica che nella seconda facciata della bolletta, all’interno del box dell’offerta, sono riportate le principali condizioni contrattuali. Qui si trovano il codice dell’offerta, il tipo di prezzo, la formula utilizzata per calcolare la componente relativa alla vendita del gas, la data di decorrenza e quella di eventuale scadenza.
Prezzo fisso o variabile: la differenza conta
Uno dei primi elementi da controllare riguarda la modalità con cui il contratto determina il prezzo del gas.
Con un’offerta a prezzo fisso, il prezzo della componente gas non cambia per almeno 12 mesi, secondo le condizioni previste dal contratto. Con un’offerta a prezzo variabile, invece, il prezzo segue un indice di riferimento indicato nel contratto, come il PSV.
La differenza diventa particolarmente importante quando si avvicina la stagione dei consumi più elevati.
Nel caso delle offerte indicizzate, infatti, le variazioni del mercato all’ingrosso possono riflettersi sul prezzo applicato alla fornitura secondo la formula prevista dal contratto.
Per i clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità, ARERA aggiorna mensilmente la componente di approvvigionamento sulla base della media mensile del prezzo del gas sul mercato all’ingrosso italiano, il PSV day ahead. Il dato relativo ad agosto 2026 è arrivato a 64,154 euro/MWh, contro 56,6927 euro/MWh di luglio.
Cosa controllare nella bolletta di settembre
Non basta guardare il totale da pagare. Il dato finale comprende infatti diverse componenti.
La bolletta del gas comprende la spesa per la vendita del gas, i costi relativi a trasporto, distribuzione e misura, gli oneri generali di sistema e le imposte. Queste componenti possono incidere in modo diverso sul totale e non dipendono tutte dalle condizioni commerciali scelte dal cliente.
Il controllo del contratto dovrebbe quindi partire da alcuni dati precisi:
- il nome dell’offerta;
- il codice dell’offerta;
- il prezzo applicato alla materia gas;
- la presenza di un prezzo fisso o variabile;
- l’eventuale indice utilizzato per il prezzo variabile;
- la data di decorrenza delle condizioni economiche;
- la data di scadenza, se prevista;
- la presenza di eventuali modifiche delle condizioni economiche.
ARERA specifica inoltre che, quando nel periodo di fatturazione interviene una modifica delle condizioni economiche, la bolletta deve riportare le condizioni precedenti e quelle nuove in appositi riquadri.
Il dato da non confondere: prezzo del gas e bolletta totale
Un prezzo più basso della materia prima non significa automaticamente una bolletta complessiva più bassa.
La spesa finale comprende infatti anche componenti che riguardano la rete, gli oneri e la fiscalità. Per questo il confronto tra due offerte non dovrebbe fermarsi al semplice prezzo espresso in euro per metro cubo.
Anche ARERA, nel descrivere le condizioni della fornitura, distingue la spesa per la vendita dalle altre componenti che concorrono alla bolletta.
Cosa cambia dall’autunno
Per il prossimo inverno c’è anche un intervento già definito da ARERA sulla componente tariffaria CRVI, legata ai costi per i progetti di riduzione generale dei consumi di gas.
L’Autorità ha stabilito una riduzione del 15% della componente per il periodo compreso tra il 1° ottobre 2026 e il 30 settembre 2027, portandola da 0,721 a 0,613 centesimi di euro per Smc. L’intervento nasce con l’obiettivo di attenuare l’impatto della volatilità dei mercati internazionali sulla spesa energetica nel prossimo inverno.
Non si tratta però di uno sconto applicato direttamente dal fornitore sulla materia prima. È una modifica di una componente tariffaria della bolletta e va quindi distinta dal prezzo previsto dal contratto commerciale.
E per chi è nel Servizio di tutela della vulnerabilità?
Il Servizio di tutela della vulnerabilità non coincide con il vecchio mercato tutelato del gas accessibile a tutte le famiglie. Dal 2024 può essere scelto esclusivamente dai clienti domestici che rientrano nelle condizioni di vulnerabilità previste dalla normativa.
Per questi clienti il prezzo della componente di approvvigionamento viene aggiornato mensilmente da ARERA.
Ad agosto 2026 il rialzo delle quotazioni all’ingrosso ha determinato un aumento del 6,9% della spesa dell’utente tipo rispetto a luglio. È un dato che mostra quanto il prezzo della materia prima possa cambiare nell’arco di un solo mese.
Settembre, dunque, è il momento del controllo
Il punto non è prevedere quale sarà il prezzo del gas nei prossimi mesi. Il mercato all’ingrosso resta infatti soggetto a oscillazioni e non esiste una garanzia sul suo andamento.
Settembre rappresenta però una finestra utile per leggere il contratto prima dell’aum
