Carburanti, il taglio delle accise sul gasolio è stato prorogato fino al 17 settembre 2026. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 10 settembre un nuovo decreto legge per contenere l’impatto del caro carburanti, estendendo di una settimana lo sconto già in vigore sul diesel. Per gli automobilisti significa mantenere una riduzione fiscale che vale circa 17 centesimi di euro al litro sul prezzo finale alla pompa.
La proroga, però, arriva mentre i prezzi dei carburanti continuano a correre. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati all’11 settembre, il gasolio self service sulla rete stradale nazionale è arrivato in media a 2,193 euro al litro, mentre la benzina ha raggiunto 2,086 euro.
Per le famiglie che utilizzano l’auto tutti i giorni, quindi, lo sconto sulle accise rappresenta un aiuto concreto, ma temporaneo. Il nuovo termine è fissato a giovedì 17 settembre.
Taglio delle accise sul diesel fino al 17 settembre
Il nuovo provvedimento è il risultato della riunione urgente del Consiglio dei ministri del 10 settembre, convocata proprio alla vigilia della scadenza della precedente riduzione.
Il decreto legge 10 settembre 2026, n. 157, entrato in vigore l’11 settembre, stabilisce una nuova rideterminazione dell’accisa sul gasolio usato come carburante per il periodo dall’11 al 17 settembre 2026. L’aliquota viene fissata a 532,90 euro per mille litri. La stessa aliquota è prevista, per lo stesso periodo e a determinate condizioni, anche per HVO e biodiesel.
La misura si inserisce nella serie di interventi adottati dal Governo nel corso del 2026 per fronteggiare l’aumento dei prezzi dei prodotti energetici.
Il precedente decreto del 4 settembre aveva previsto la riduzione dell’accisa sul gasolio dal 6 al 10 settembre, sempre con un’aliquota di 532,90 euro per mille litri.
Quanto vale lo sconto sul gasolio
Per l’automobilista lo sconto fiscale equivale a circa 17 centesimi al litro sul prezzo finale.
Il valore è superiore alla sola riduzione dell’accisa perché sulla componente fiscale incide anche l’IVA. In termini pratici, quindi, chi fa un pieno da 50 litri può ottenere un risparmio di circa 8,50 euro rispetto a un prezzo che non beneficiasse della riduzione.
Su un rifornimento da 40 litri il risparmio è invece di circa 6,80 euro, mentre per 60 litri arriva a circa 10,20 euro.
Il beneficio dipende naturalmente dalla quantità di carburante acquistata e dal prezzo praticato dal singolo distributore.
Diesel oltre 2,19 euro al litro: quanto costa oggi fare il pieno
La proroga arriva in un momento particolarmente delicato per gli automobilisti.
Gli ultimi dati dell’Osservatorio del MIMIT indicano per l’11 settembre un prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale di 2,193 euro al litro per il gasolio e 2,086 euro al litro per la benzina. Sulla rete autostradale il prezzo medio sale ulteriormente, arrivando a 2,268 euro al litro per il diesel e 2,176 euro per la benzina.
Con una media nazionale di 2,193 euro al litro, un pieno da 50 litri di diesel costa quindi circa 109,65 euro.
Per un pieno da 50 litri in autostrada, considerando la media di 2,268 euro, la spesa arriva invece a circa 113,40 euro.
Sono valori medi: il prezzo effettivamente pagato può cambiare sensibilmente in base alla regione, al distributore, alla modalità self o servito e alla posizione dell’impianto. Il MIMIT pubblica quotidianamente i prezzi medi proprio per consentire di confrontare l’andamento del mercato.
Anche la benzina continua a salire
Il provvedimento approvato dal Governo riguarda in questa fase il gasolio, non introduce infatti uno sconto generalizzato anche sulla benzina.
E proprio la benzina continua a registrare aumenti. L’11 settembre il prezzo medio self sulla rete stradale nazionale è arrivato a 2,086 euro al litro, rispetto ai 2,077 euro del giorno precedente. Il gasolio è passato invece da 2,184 a 2,193 euro al litro.
La differenza rispetto ai mesi precedenti è significativa. Il 3 settembre, per esempio, il MIMIT rilevava una media nazionale di 2,039 euro al litro per la benzina self e di 2,147 euro per il gasolio.
In pochi giorni, quindi, il prezzo medio è aumentato ulteriormente, nonostante gli interventi sulle accise.
Quanto costa un pieno oggi
Per capire l’effetto sui bilanci familiari si può fare un semplice calcolo sulla base delle medie nazionali dell’11 settembre.
Per un’automobile con un serbatoio da 50 litri:
- diesel: circa 109,65 euro;
- benzina: circa 104,30 euro;
- diesel in autostrada: circa 113,40 euro;
- benzina in autostrada: circa 108,80 euro.
Sono naturalmente simulazioni basate sui prezzi medi nazionali e non costituiscono il prezzo effettivo applicato da ogni distributore. Il MIMIT precisa che i prezzi medi vengono aggiornati quotidianamente e sono calcolati sulla base delle comunicazioni effettuate dagli esercenti.
Per una famiglia che utilizza l’auto quotidianamente, anche pochi centesimi di differenza al litro possono quindi trasformarsi in decine di euro nell’arco del mese.
Fino a quando dura lo sconto sul diesel
La nuova riduzione delle accise è valida fino al 17 settembre 2026 compreso.
Il provvedimento è quindi temporaneo e non rappresenta, almeno per ora, una soluzione strutturale al caro carburanti. La stessa decisione del Governo arriva dopo una serie di proroghe ravvicinate.
Il precedente taglio era infatti già stato prorogato più volte nel corso dell’estate, seguendo l’andamento dei prezzi internazionali del petrolio e delle conseguenti ricadute sul mercato italiano.
La nuova proroga copre soltanto sette giorni, dall’11 al 17 settembre.
Dopo il 17 settembre cosa succede
È questo il punto che interessa maggiormente gli automobilisti.
Il Governo ha fatto sapere che sono allo studio nuovi provvedimenti sui carburanti. La proroga appena approvata viene considerata un intervento temporaneo, mentre per la fase successiva l’esecutivo ha annunciato misure che potrebbero essere maggiormente mirate.
Secondo quanto riferito dopo il Consiglio dei ministri, l’ipotesi è quella di intervenire in modo più selettivo a sostegno delle fasce di popolazione con redditi più bassi e di chi utilizza il carburante per lavorare.
Per le famiglie, quindi, il 17 settembre rappresenta una nuova data da segnare sul calendario: entro quella scadenza bisognerà capire se lo sconto verrà nuovamente prorogato, sostituito da una misura più mirata oppure lasciato scadere.
Come risparmiare sul carburante anche con lo sconto
In attesa di conoscere le prossime decisioni del Governo, il modo più immediato per ridurre la spesa resta confrontare i prezzi praticati dai diversi distributori.
Il MIMIT mette a disposizione un Osservatorio prezzi carburanti con i dati comunicati dagli impianti. I prezzi medi vengono aggiornati quotidianamente e sono disponibili anche per regione e provincia.
Anche la scelta tra self service e servito può incidere sulla spesa finale. Lo stesso vale per i rifornimenti in autostrada, dove le medie risultano generalmente più elevate rispetto alla rete stradale ordinaria.
Per chi percorre molti chilometri ogni mese, scegliere il distributore in base al prezzo può quindi rappresentare un risparmio aggiuntivo rispetto allo sconto fiscale sulle accise.
Carburanti, il risparmio è solo temporaneo
La proroga fino al 17 settembre offre dunque una settimana in più di sollievo agli automobilisti che utilizzano il diesel. Con un prezzo medio che ha però raggiunto 2,193 euro al litro, l’effetto del taglio delle accise rischia di essere assorbito in parte dalla nuova crescita dei prezzi alla pompa.
Il vero nodo resta quindi quello che accadrà dopo il 17 settembre. Se i prezzi internazionali dell’energia continueranno a spingere verso l’alto benzina e gasolio, una misura temporanea sulle accise potrebbe non essere sufficiente a contenere la spesa delle famiglie.
Per ora, però, chi deve fare rifornimento di diesel può contare ancora sullo sconto: 17 centesimi circa in meno al litro fino a giovedì 17 settembre 2026.
