Nel 2026 i conti correnti tradizionali tornano a costare di più: secondo l’analisi di Altroconsumo, l’Indicatore di Costo Complessivo (ICC) medio è cresciuto dello 0,35% per le famiglie, dello 0,49% per i pensionati e dello 0,43% per i giovani. Non si tratta di aumenti esplosivi, ma sufficienti a incidere sul bilancio domestico, soprattutto per chi opera spesso allo sportello.
Che cos’è l’ICC e perché non basta guardare il canone
L’ICC (Indicatore di Costo Complessivo) è la misura usata dalla Banca d’Italia per sintetizzare il costo annuo di un conto corrente, tenendo conto non solo del canone fisso, ma anche delle commissioni sulle operazioni più comuni: bonifici, prelievi, pagamenti con carta, addebiti diretti, estratto conto, sconfinamenti e altri servizi accessori.
Guardare solo il “canone zero” o la promozione del momento può quindi essere fuorviante: un conto apparentemente gratuito può diventare costoso se si fanno molte operazioni in filiale o si ricorre spesso a bonifici e prelievi fuori rete.
Conti tradizionali: quanto costano in più nel 2026
Secondo i dati riportati da Sky TG24 e Fanpage, sui conti correnti tradizionali (con filiale fisica) l’ICC medio è aumentato nel 2026 con incrementi differenziati per profilo:
- Giovani: +0,43%
- Famiglie: +0,35%
- Pensionati: +0,49%
In termini assoluti, l’impatto può arrivare a:
- 87,90 euro in più all’anno per i giovani
- 121,65 euro in più per le famiglie
- 120,40 euro in più per i pensionati
Questi valori dipendono dal numero e dal tipo di operazioni effettuate: più si usa lo sportello, più pesano le commissioni singole sul totale annuo.
Conti online: dove si risparmia davvero
Sul fronte dei conti online, invece, la situazione è più variegata. L’analisi evidenzia che:
- Per i giovani under 35, i conti online mostrano un costo medio in calo di circa il 6%, grazie a canoni azzerati, bonifici gratuiti e carte di debito incluse.
- Per famiglie e pensionati, invece, i costi medi dei conti online risultano in leggero aumento, perché spesso si tratta di profili che effettuano più operazioni (bonifici ricorrenti, prelievi, pagamenti) e possono incappare in commissioni non sempre azzerate.
In sintesi: il conto online conviene soprattutto se si è disposti a gestire tutto da app o sito web, si riducono le operazioni in filiale e si scelgono prodotti con condizioni chiare su bonifici, prelievi e canone.
Le voci di spesa che fanno lievitare il conto
Oltre al canone, le principali componenti che determinano il costo reale di un conto corrente sono:
- Bonifici (soprattutto se fatti allo sportello o fuori dalla propria banca)
- Prelievi (in particolare su circuiti diversi o all’estero)
- Carta di debito/credito (canone annuo, costi di emissione e rinnovo)
- Estratto conto (cartaceo vs digitale)
- Sconfinamenti e scoperti (spesso la voce più costosa in assoluto)
- Operazioni in filiale (versamenti, pagamenti bollettini, ricariche, ecc.)
Controllare l’estratto conto e il foglio informativo del proprio contratto permette di capire su quali di queste voci si sta spendendo di più e dove è possibile intervenire.
Quando vale la pena cambiare banca
Cambiare conto corrente ha senso se:
- Si paga un canone elevato senza servizi realmente utili (assicurazioni, pacchetti, ecc.).
- Si effettuano molte operazioni in filiale che potrebbero essere fatte online (bonifici, pagamenti, consultazione movimenti).
- Si usano spesso bonifici non gratuiti o si hanno costi elevati per la carta di debito.
- Si è in presenza di sconfinamenti frequenti, segno che le condizioni di affidamento non sono adeguate al proprio profilo.
Prima di decidere, è utile confrontare almeno due o tre offerte, simulando il proprio profilo di utilizzo (numero di bonifici, prelievi, pagamenti) e verificando eventuali costi nascosti.
Checklist: come abbassare il costo del proprio conto
Per ridurre le spese bancarie già da settembre 2026:
- Passa all’estratto conto digitale (spesso gratuito o molto più economico di quello cartaceo).
- Limita le operazioni in filiale: usa app e home banking per bonifici, pagamenti e consultazione movimenti.
- Verifica i costi dei bonifici: molte banche li azzerano online, ma li addebita allo sportello.
- Controlla il costo della carta: valuta se ti serve davvero una carta di credito o se basta un bancomat a costo zero.
- Evita gli sconfinamenti: imposta alert di saldo e, se necessario, rinegozia il fido o riduci le spese.
- Confronta con conti online: se gestisci tutto da smartphone, un conto digitale può abbattere drasticamente i costi fissi.
- Rileggi il foglio informativo: verifica canone, costi per operazioni, condizioni per l’azzeramento del canone e eventuali promozioni temporanee.
