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Rottamazione cartelle, dal 16 settembre nuova finestra: ma non vale per tutti

Rottamazione delle cartelle, attenzione alla nuova scadenza del 16 settembre 2026: non tutti i contribuenti potranno presentare una nuova domanda. La finestra che si apre mercoledì riguarda infatti una particolare forma di Rottamazione-quinquies collegata ai debiti verso Regioni ed enti locali.

Le domande potranno essere presentate dal 16 settembre al 31 ottobre 2026, esclusivamente online, ma soltanto per i debiti che rientrano nelle condizioni previste dalla normativa e per gli enti territoriali che hanno aderito alla misura.

La precisazione è importante perché la Rottamazione-quinquies ordinaria prevista dalla Legge di Bilancio 2026 aveva già avuto una prima finestra per la presentazione delle domande, conclusa il 30 aprile 2026.

Rottamazione dal 16 settembre, chi può fare domanda

La nuova finestra non è quindi destinata indistintamente a tutti i contribuenti con cartelle esattoriali.

Dal 16 settembre potranno presentare domanda coloro che hanno debiti tributari o non tributari affidati all’Agente della riscossione da Regioni ed enti locali, purché rientrino nell’ambito della nuova definizione agevolata e l’ente interessato abbia adottato il provvedimento necessario.

La Legge n. 88/2026 ha infatti esteso la Rottamazione-quinquies anche ai debiti, tributari e non tributari, derivanti dai carichi affidati all’Agente della riscossione dalle Regioni e dagli enti locali nel periodo compreso tra 1° gennaio 2000 e dicembre 2023.

Sono esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

Non si tratta quindi di un’agevolazione riservata alle partite IVA. Al contrario, la condizione determinante non è avere o meno una partita IVA, ma avere un debito che rientra nell’ambito della misura e che proviene da un ente territoriale che ha aderito.

Partite IVA e cittadini: chi può usufruirne

La domanda più importante, quindi, è: la nuova Rottamazione è riservata alle partite IVA?

La risposta è no.

La normativa non identifica la partita IVA come requisito di accesso. La misura può riguardare sia persone fisiche sia soggetti che esercitano un’attività economica, purché siano titolari di carichi definibili secondo le condizioni previste dalla legge.

Una persona fisica con una cartella rientrante nella misura può quindi essere interessata dalla nuova finestra anche se non è titolare di partita IVA.

Allo stesso modo, un professionista o un’impresa non può aderire automaticamente soltanto perché possiede una partita IVA: deve verificare che il debito possieda tutte le caratteristiche richieste dalla normativa.

Quali debiti possono rientrare nella Rottamazione

La Rottamazione-quinquies riguarda, per la parte ordinaria prevista dalla Legge di Bilancio 2026, determinati carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Tra quelli individuati dalla normativa rientrano, in particolare, alcuni debiti relativi a imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e alcuni contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione dei contributi richiesti a seguito di accertamento.

Per la nuova finestra del 16 settembre relativa agli enti territoriali, invece, il perimetro è più specificamente legato ai debiti tributari e non tributari degli enti territoriali.

È quindi indispensabile verificare la natura della cartella prima di considerare possibile l’adesione.

La nuova finestra parte il 16 settembre

Per la Rottamazione degli enti territoriali la domanda potrà essere presentata dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.

Agenzia delle Entrate-Riscossione ha previsto una procedura esclusivamente telematica. Entro il 15 settembre 2026, inoltre, l’Agenzia renderà disponibili nell’area riservata del proprio sito i dati necessari per individuare i carichi che possono essere definiti.

La data del 15 settembre sarà quindi particolarmente importante per chi pensa di avere debiti potenzialmente interessati dalla misura: sarà possibile verificare quali carichi risultano effettivamente definibili.

Non tutte le Regioni e i Comuni sono automaticamente coinvolti

C’è un altro aspetto da non trascurare.

La Rottamazione degli enti territoriali non scatta automaticamente per qualsiasi debito nei confronti di un Comune, di una Regione o di un altro ente locale.

L’applicazione della misura è subordinata all’adozione, da parte dell’ente interessato, di uno specifico provvedimento e alla sua trasmissione ad Agenzia delle Entrate-Riscossione secondo le modalità previste dalla legge.

Questo significa che il contribuente dovrà verificare non soltanto la propria posizione debitoria, ma anche se l’ente creditore ha aderito alla procedura.

Cosa si può risparmiare con la Rottamazione

Il vantaggio della definizione agevolata è legato soprattutto alla possibilità di eliminare alcune componenti aggiuntive del debito.

La Rottamazione-quinquies consente infatti, per i carichi che rientrano nell’ambito applicativo, di pagare le somme dovute senza corrispondere sanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo e aggio, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Per le sanzioni amministrative, comprese quelle relative al Codice della strada, il trattamento è invece diverso: per la Rottamazione degli enti territoriali la definizione riguarda in particolare gli interessi e le somme maturate a titolo di aggio, secondo quanto stabilito dalla legge.

Non significa quindi che una cartella venga semplicemente “cancellata”: il contribuente deve comunque pagare le somme che restano dovute dopo l’applicazione della definizione agevolata.

Si può pagare anche a rate

La nuova misura prevede la possibilità di pagare il debito definito in un’unica soluzione oppure attraverso un piano rateale.

Per la Rottamazione degli enti territoriali sono previste fino a 54 rate bimestrali di pari importo.

Il pagamento in un’unica soluzione dovrà essere effettuato entro il 31 gennaio 2027.

Chi sceglie la rateizzazione potrà invece distribuire il pagamento nel tempo, con scadenze bimestrali. Dal 1° febbraio 2027 sono previsti interessi al 3% annuo sulle somme rateizzate.

Per molte famiglie e contribuenti questo è uno degli aspetti più interessanti della misura: non soltanto la riduzione delle somme aggiuntive, ma anche la possibilità di distribuire il debito su un periodo molto più lungo.

Quando si saprà quanto bisogna pagare

Dopo la presentazione della domanda, il contribuente non conoscerà immediatamente l’importo definitivo da versare.

Per la Rottamazione degli enti territoriali, Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà l’ammontare delle somme dovute entro il 31 dicembre 2026.

A quel punto il contribuente potrà conoscere l’importo effettivamente richiesto e le relative scadenze di pagamento.

Rottamazione 2026, attenzione a non confondere le due misure

Il punto fondamentale da ricordare è quindi che nel 2026 esistono due piani diversi da non confondere.

La prima è la Rottamazione-quinquies ordinaria, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, per determinati carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 2000 e il 2023. Per questa misura la domanda ordinaria doveva essere presentata entro il 30 aprile 2026.

La seconda è la Rottamazione degli enti territoriali, per la quale è stata prevista una finestra successiva: dal 16 settembre al 31 ottobre 2026. Questa riguarda i debiti degli enti territoriali che hanno adottato il provvedimento previsto dalla legge.

È proprio questa seconda procedura a partire il 16 settembre.

Rottamazione dal 16 settembre, cosa controllare

Per capire se si può approfittare della nuova finestra, quindi, non basta chiedersi se si ha una cartella o se si possiede una partita IVA.

Bisogna verificare:

  • chi è l’ente creditore;
  • quando il carico è stato affidato all’Agente della riscossione;
  • che tipo di debito contiene la cartella;
  • se il carico rientra tra quelli definibili;
  • se l’ente territoriale interessato ha adottato il provvedimento necessario;
  • quali dati saranno disponibili nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 15 settembre.

La partita IVA, dunque, non è il requisito che determina l’accesso.

Per le famiglie e per i singoli cittadini la nuova finestra può essere interessante, ma soltanto se il debito rientra nella specifica Rottamazione degli enti territoriali.

Rottamazione cartelle, la data da segnare

Il calendario da ricordare è quindi molto preciso: 15 settembre 2026, quando Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili i dati sui carichi definibili, 16 settembre, quando si apre la finestra per presentare le domande, e 31 ottobre 2026, termine ultimo per aderire.

Per chi ha debiti verso un Comune, una Regione o un altro ente territoriale, sarà quindi importante controllare la propria posizione senza dare per scontato che tutte le cartelle possano essere rottamate.

E soprattutto senza confondere questa nuova finestra con una nuova Rottamazione generale aperta a tutti i contribuenti: non lo è.