Bonus e risparmio

Bonus carburante, Salvini chiede di includere anche partite IVA e autonomi: cosa sappiamo

Il bonus carburante potrebbe arrivare anche a lavoratori autonomi e titolari di partita IVA, ma al momento non si tratta ancora di una misura approvata. L’estensione della platea è una delle richieste avanzate dalla Lega mentre il Governo sta definendo come intervenire contro il caro benzina e diesel.

La questione è diventata particolarmente urgente dopo i rincari dei carburanti e in vista della scadenza delle misure temporanee adottate per contenere i prezzi alla pompa. Il Governo sta valutando il passaggio dagli sconti generalizzati sulle accise a sostegni più mirati, destinati alle famiglie e alle categorie maggiormente esposte.

Bonus carburante anche alle partite IVA: la richiesta di Salvini

A chiedere esplicitamente che gli autonomi non vengano esclusi è stato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

La posizione della Lega è che un eventuale nuovo sostegno non debba essere riservato esclusivamente ai lavoratori dipendenti. Nel mirino ci sono anche partite IVA, artigiani, liberi professionisti, agenti di commercio e altre categorie che utilizzano l’auto per lavorare.

Il tema è particolarmente rilevante per chi percorre molti chilometri per motivi professionali e non può beneficiare di un eventuale buono carburante riconosciuto dall’azienda, come potrebbe avvenire per i dipendenti attraverso i fringe benefit.

Salvini ha chiesto inoltre di non basare necessariamente l’accesso al futuro sostegno soltanto sull’ISEE, perché questo criterio potrebbe lasciare fuori lavoratori che, pur non rientrando nelle fasce di reddito più basse, devono sostenere costi elevati per gli spostamenti professionali.

Il bonus carburante per le partite IVA non è ancora legge

È questo il punto da chiarire per evitare equivoci.

Non esiste ancora un bonus carburante 2026 già approvato per tutte le partite IVA.

Il Governo deve ancora definire il provvedimento e soprattutto stabilire chi potrà beneficiarne, quanto varrà il sostegno e attraverso quale meccanismo verrà riconosciuto.

Per gli autonomi è stata ipotizzata una soluzione diversa rispetto al bonus destinato ai dipendenti. Tra le possibilità c’è un’agevolazione fiscale sulle spese sostenute per il carburante utilizzato nell’attività professionale, ma non esiste al momento una disciplina definitiva.

Di conseguenza, non è ancora possibile indicare una cifra certa per il bonus, una soglia ISEE o una procedura per presentare domanda.

Cosa succede al taglio delle accise

Nel frattempo il Governo ha deciso di intervenire nuovamente sul prezzo del diesel.

Il taglio delle accise, che sarebbe dovuto terminare nei primi giorni di settembre, viene prorogato fino al 10 settembre 2026. La misura serve a creare un periodo di transizione mentre vengono messe a punto le nuove forme di sostegno.

L’orientamento emerso negli ultimi giorni è quello di superare progressivamente lo sconto generalizzato alla pompa e destinare le risorse a interventi più selettivi.

Tra le ipotesi ci sono aiuti per i redditi più bassi, misure specifiche per alcuni settori professionali e un possibile bonus destinato ai lavoratori dipendenti attraverso il sistema dei fringe benefit.

Chi potrebbe essere coinvolto

La discussione sulla platea è ancora aperta.

Oltre ai lavoratori dipendenti, la Lega chiede di considerare autonomi e partite IVA, ma anche alcune categorie per le quali il carburante rappresenta un costo professionale particolarmente importante.

Salvini ha citato, tra gli altri, camionisti, agricoltori, pescatori e agenti di commercio. L’obiettivo è evitare che un eventuale sistema costruito esclusivamente sull’ISEE finisca per escludere chi utilizza il mezzo per lavorare ma non rientra nelle fasce economiche individuate per gli aiuti alle famiglie.

Resta però da capire se il Governo sceglierà un’unica misura oppure diversi strumenti destinati a categorie differenti.

Quanto potrebbe valere il bonus carburante

Anche sull’importo non ci sono ancora certezze.

Nei giorni scorsi è circolata l’ipotesi di un sostegno fino a 200 euro, prendendo come riferimento il bonus carburante introdotto nel 2022 per i lavoratori dipendenti. Quella misura, però, funzionava attraverso i datori di lavoro e non corrisponde automaticamente al nuovo intervento allo studio per il 2026.

Per questo motivo i 200 euro non devono essere considerati, al momento, l’importo ufficiale di un nuovo bonus.

Per le partite IVA, inoltre, potrebbe essere previsto un meccanismo completamente diverso, per esempio attraverso una deduzione o un’altra agevolazione fiscale legata alle spese professionali.

Quando si saprà se il bonus spetterà anche alle partite IVA

La decisione dovrà arrivare con il nuovo provvedimento che il Governo sta preparando dopo la proroga temporanea del taglio delle accise.

Fino all’approvazione delle norme definitive, quindi, non è possibile presentare domanda per un bonus carburante 2026 destinato agli autonomi, né è possibile sapere con certezza quali partite IVA saranno ammesse.

La novità di oggi è soprattutto politica: la Lega chiede che gli autonomi non vengano lasciati fuori dal prossimo sistema di aiuti e che il criterio per individuare i beneficiari non sia basato esclusivamente sull’ISEE.

Per milioni di lavoratori autonomi la questione è tutt’altro che secondaria. Per chi utilizza quotidianamente l’auto per raggiungere clienti, cantieri, aziende o appuntamenti professionali, il carburante rappresenta infatti un costo direttamente collegato alla possibilità di lavorare.