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Pensioni, a novembre arrivano aumenti e arretrati: chi riceverà più soldi

A novembre alcuni pensionati riceveranno un assegno più alto, accompagnato dagli arretrati maturati nei primi dieci mesi del 2026. La novità riguarda però una categoria precisa: medici e odontoiatri in pensione iscritti all’Enpam, l’ente previdenziale di riferimento per queste professioni.

L’adeguamento arriva dopo il via libera dei ministeri competenti alla rivalutazione deliberata dall’Enpam a gennaio. Il provvedimento riconosce gli effetti dell’inflazione registrata nel 2025 e prevede percentuali differenti in base all’importo della pensione.

Per chi rientra nella misura, il cedolino di novembre sarà quindi più consistente del solito grazie alla somma dell’assegno aggiornato e degli arretrati.

Pensioni Enpam, chi riceverà l’aumento a novembre

La rivalutazione interessa le pensioni del Fondo di previdenza generale e del Fondo della medicina convenzionata e accreditata.

Nel primo rientrano, tra le altre, le prestazioni collegate alla Quota A, obbligatoria per gli iscritti all’Enpam, e alla Quota B, legata principalmente all’attività libero-professionale. Il secondo fondo riguarda invece i professionisti che hanno lavorato in convenzione o in regime di accreditamento con il Servizio sanitario nazionale.

Tra le categorie coinvolte figurano medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici della continuità assistenziale e specialisti ambulatoriali, oltre agli altri professionisti iscritti alle gestioni interessate.

L’aumento non riguarda, invece, tutti i pensionati italiani. La rivalutazione descritta in questo provvedimento si applica alle prestazioni Enpam indicate, non indistintamente agli assegni erogati dall’INPS.

Di quanto aumenta la pensione nel 2026

Per il 2026 l’indice di riferimento collegato all’inflazione è pari all’1,4%. Il regolamento Enpam, tuttavia, non applica questa percentuale integralmente a tutte le pensioni.

L’adeguamento segue due fasce:

  • 1,05% sulla quota di pensione fino a quattro volte il trattamento minimo previsto come riferimento, pari a 31.816,20 euro lordi annui;
  • 0,70% sulla parte che supera questa soglia.

La percentuale effettiva dipende quindi dall’importo del trattamento. Per gli assegni più elevati, il calcolo considera entrambe le aliquote sulle rispettive quote.

Gli arretrati da gennaio a ottobre: alcuni esempi

L’aumento decorre dal 1° gennaio 2026, ma il via libera definitivo è arrivato a settembre. Per questo motivo, con la mensilità di novembre sono previsti anche gli arretrati relativi ai primi dieci mesi dell’anno.

Gli esempi seguenti si riferiscono a importi lordi e servono a capire l’ordine di grandezza delle somme.

Pensione da 20.000 euro lordi annui

La rivalutazione annua è pari a circa 210 euro lordi. Gli arretrati per gennaio-ottobre ammontano a circa 161 euro lordi.

Pensione da 30.000 euro lordi annui

L’incremento annuo raggiunge circa 315 euro lordi, con arretrati per i primi dieci mesi pari a circa 242 euro.

Pensione da 40.000 euro lordi annui

In questo caso il calcolo applica l’aliquota dell’1,05% entro la soglia e quella dello 0,70% sulla parte eccedente. L’aumento annuo complessivo è di circa 391 euro lordi.

Le cifre effettivamente accreditate saranno inferiori agli importi lordi indicati, per effetto delle trattenute fiscali. Il risultato individuale dipende inoltre dalla composizione della pensione e dalle regole applicabili alla specifica prestazione.

Bisogna presentare una domanda?

No. Per la rivalutazione delle pensioni interessate non è prevista una nuova richiesta da parte dei beneficiari: l’adeguamento e gli arretrati saranno riconosciuti automaticamente.

Gli importi aggiornati saranno riportati nel cedolino di novembre. Chi riceve una prestazione Enpam può controllare il dettaglio della propria pensione attraverso i servizi messi a disposizione dalla Fondazione.

La misura rappresenta un recupero parziale dell’inflazione per gli iscritti alle gestioni coinvolte. Per gli altri pensionati, invece, non comporta automaticamente alcun aumento: occorre fare riferimento alle specifiche regole di rivalutazione applicabili al proprio trattamento previdenziale.