Benzina e diesel, prezzi record: quanto costa oggi un pieno e perché lo sconto sulle accise non basta

Benzina e diesel continuano a salire e raggiungono nuovi livelli record. Sabato 12 settembre 2026 il prezzo medio della benzina in modalità self sulla rete stradale nazionale è arrivato a 2,100 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,208 euro al litro.
A rilevarlo è l’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Soltanto un giorno prima i prezzi medi erano rispettivamente di 2,086 euro per la benzina e 2,193 euro per il diesel. In 24 ore, quindi, si è verificato un ulteriore aumento di 1,4 centesimi al litro sulla benzina e di 1,5 centesimi sul gasolio.
La situazione è ancora più pesante per chi deve fare rifornimento in autostrada: la media arriva a 2,192 euro al litro per la benzina e 2,285 euro per il diesel.
E mentre i prezzi continuano a salire, lo sconto sulle accise del gasolio è stato prorogato soltanto fino al 17 settembre. La misura, quindi, non riesce a compensare completamente la corsa dei prezzi alla pompa.
Benzina a 2,10 euro e diesel oltre 2,20 euro
Il dato più significativo di oggi è il superamento della soglia dei 2,10 euro al litro per la benzina sulla rete stradale nazionale.
Per il diesel la situazione è ancora più pesante: il prezzo medio ha raggiunto 2,208 euro al litro, superando quindi anche la soglia dei 2,20 euro.
Il confronto con la giornata precedente mostra quanto velocemente stiano aumentando i prezzi. Venerdì 11 settembre la benzina self era a 2,086 euro al litro e il gasolio a 2,193 euro.
Per una famiglia che utilizza l’auto tutti i giorni, anche variazioni apparentemente piccole possono trasformarsi in una spesa significativa nell’arco di un mese.
Quanto costa oggi un pieno di benzina
Per capire l’impatto concreto sui bilanci familiari basta applicare i prezzi medi odierni alla capacità del serbatoio.
Con un’automobile dotata di un serbatoio da 50 litri, un pieno di benzina costa mediamente:
2,100 × 50 = 105 euro.
Per un serbatoio da 40 litri la spesa è invece di circa 84 euro, mentre con 60 litri arriva a 126 euro.
Si tratta di calcoli effettuati sulla media nazionale del self service e non del prezzo applicato da uno specifico distributore. Il costo effettivo può quindi essere più basso o più alto.
Il dato resta comunque significativo: per riempire un serbatoio medio da 50 litri servono oggi circa 105 euro.
Quanto costa un pieno di diesel
Il diesel costa ancora di più.
Con il prezzo medio di 2,208 euro al litro, un pieno da 50 litri arriva a:
2,208 × 50 = 110,40 euro.
Per un serbatoio da 40 litri la spesa è di circa 88,32 euro, mentre con 60 litri si arriva a 132,48 euro.
Anche in questo caso si tratta di una simulazione basata sul prezzo medio nazionale rilevato dal MIMIT.
Per chi utilizza un’automobile diesel per lavoro o percorre molti chilometri ogni settimana, la differenza rispetto ai prezzi di qualche mese fa diventa quindi particolarmente pesante.
In autostrada il pieno costa ancora di più
La situazione peggiora per chi fa rifornimento in autostrada.
Il 12 settembre il prezzo medio arriva a 2,192 euro al litro per la benzina e 2,285 euro per il gasolio.
Con un serbatoio da 50 litri significa spendere circa:
- 109,60 euro per la benzina;
- 114,25 euro per il diesel.
La differenza rispetto alla rete stradale ordinaria può quindi superare diversi euro per un singolo pieno.
Per chi viaggia nel fine settimana o deve affrontare lunghi spostamenti, confrontare i prezzi prima di entrare in autostrada può diventare una delle strategie più semplici per contenere la spesa.
Perché i prezzi continuano a salire
La corsa dei carburanti è legata soprattutto all’aumento del costo della materia prima energetica e alle tensioni sul mercato internazionale del petrolio.
L’aumento del prezzo del greggio si trasferisce infatti lungo la filiera fino ad arrivare al prezzo finale pagato dagli automobilisti.
A questo si aggiunge la componente fiscale, che in Italia rappresenta una quota significativa del prezzo dei carburanti.
È proprio sulla fiscalità che il Governo è intervenuto nelle ultime settimane, cercando di attenuare l’impatto dell’aumento attraverso la riduzione temporanea delle accise sul gasolio.
Sconto sulle accise, quanto vale davvero
Il Governo ha prorogato fino al 17 settembre 2026 la riduzione dell’accisa sul gasolio.
Per il periodo interessato l’aliquota è fissata a 532,90 euro per mille litri, contro l’aliquota ordinaria di 672,90 euro per mille litri.
La riduzione dell’accisa è quindi di 140 euro ogni mille litri, pari a 14 centesimi per litro. Considerando anche l’effetto dell’IVA, il beneficio per il consumatore arriva a circa 17 centesimi al litro.
La misura riguarda il gasolio e non costituisce quindi uno sconto analogo sulla benzina.
Perché lo sconto non basta a fermare i rincari
Il problema è che la riduzione fiscale interviene su una sola componente del prezzo, mentre il costo del carburante alla pompa dipende anche dall’andamento della materia prima e dagli altri costi della filiera.
Per questo lo sconto può attenuare l’aumento, ma non necessariamente impedire che il prezzo finale continui a salire.
Il dato di oggi lo dimostra: nonostante la riduzione temporanea dell’accisa sul diesel, il gasolio ha raggiunto 2,208 euro al litro sulla rete stradale nazionale.
In altre parole, l’automobilista beneficia dello sconto fiscale, ma contemporaneamente deve fare i conti con un prezzo industriale più elevato.
Quanto si risparmia con il taglio delle accise
Il risparmio non è comunque trascurabile.
Su un rifornimento di 50 litri di diesel, uno sconto di circa 17 centesimi al litro corrisponde a un beneficio di circa:
8,50 euro per ogni pieno.
Su 40 litri il risparmio è di circa 6,80 euro, mentre su 60 litri arriva a circa 10,20 euro.
Il problema è che questo beneficio è temporaneo.
La riduzione attualmente in vigore termina infatti il 17 settembre 2026, salvo ulteriori provvedimenti del Governo.
Cosa succede dal 18 settembre
È proprio questa la domanda che interessa maggiormente gli automobilisti.
La proroga approvata dal Governo copre soltanto sette giorni, fino al 17 settembre. Di conseguenza, dal 18 settembre bisognerà capire se verrà adottata una nuova misura.
Al momento la proroga non può essere considerata strutturale: l’aliquota ridotta è stata fissata per un periodo temporale preciso.
Per le famiglie che utilizzano l’auto quotidianamente, il rischio è quindi quello di trovarsi nuovamente di fronte a un aumento del costo del diesel se lo sconto non verrà ulteriormente prorogato.
Benzina, nessuno sconto sulle accise
Un’altra differenza importante riguarda la benzina.
Il provvedimento di riduzione delle accise riguarda il gasolio, mentre la benzina continua a essere venduta senza un analogo taglio fiscale.
Questo spiega anche perché oggi il prezzo della benzina abbia raggiunto 2,100 euro al litro nonostante gli interventi messi in campo sul diesel.
Per chi utilizza un’auto a benzina, quindi, il principale strumento immediato di risparmio resta il confronto tra i prezzi dei distributori.
Come risparmiare quando si fa rifornimento
Con i prezzi sopra i 2 euro al litro, scegliere dove fare rifornimento può diventare importante.
Il MIMIT mette a disposizione l’Osservatorio prezzi carburanti, che consente di verificare i prezzi medi e le informazioni relative ai distributori.
La differenza tra un impianto e l’altro può incidere soprattutto per chi effettua molti rifornimenti durante il mese.
Un’altra regola semplice è evitare, quando possibile, il rifornimento in autostrada: i dati del 12 settembre mostrano infatti prezzi medi superiori rispetto alla rete stradale ordinaria.
Anche la scelta del self service rispetto al servito può contribuire a contenere la spesa.
Il costo del pieno pesa sempre di più sulle famiglie
Il problema del caro carburanti non riguarda soltanto chi utilizza l’auto per il tempo libero.
Per molte famiglie l’automobile è indispensabile per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, fare la spesa o raggiungere servizi che non sono facilmente accessibili con i mezzi pubblici.
Quando il prezzo supera i 2 euro al litro, ogni aumento si trasferisce direttamente sul bilancio familiare.
Un automobilista che percorre 1.000 chilometri al mese con un’auto che consuma mediamente 6 litri ogni 100 chilometri utilizza circa 60 litri di carburante. Con i prezzi medi di oggi, la sola benzina costerebbe circa 126 euro al mese.
Con un diesel che consuma 5 litri ogni 100 chilometri, servirebbero circa 50 litri: al prezzo medio odierno, la spesa sarebbe di circa 110,40 euro.
Sono naturalmente simulazioni: consumi e chilometri variano da automobile ad automobile e da persona a persona.
Benzina e diesel, cosa conviene fare adesso
Con i prezzi attuali, il consiglio più immediato per chi deve fare rifornimento è confrontare i prezzi prima di scegliere il distributore e, quando possibile, evitare gli impianti più costosi.
Per chi utilizza il diesel, c’è inoltre una data da segnare: 17 settembre 2026, ultimo giorno della proroga attualmente prevista per la riduzione dell’accisa.
La situazione resta quindi molto fluida.
Oggi il dato è chiaro: benzina a 2,10 euro e diesel a 2,208 euro al litro, mentre lo sconto temporaneo sulle accise non è riuscito a impedire nuovi aumenti.
Per le famiglie, il caro carburanti torna così a rappresentare una delle voci di spesa da tenere maggiormente sotto controllo.

