Ferragosto 2026, 6,7 milioni di italiani restano a casa: in 4,4 milioni rinunciano per soldi

Ferragosto 2026 fotografa un’Italia divisa tra chi parte e chi deve rinunciare. Quasi 6,7 milioni di italiani non faranno alcuna vacanza quest’estate e, tra loro, più di 4,4 milioni resteranno a casa per motivi economici. Il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG e racconta una situazione nella quale il costo delle vacanze pesa sempre di più sulle decisioni delle famiglie.
La fotografia assume un significato particolare proprio alla vigilia del 15 agosto, uno dei momenti simbolo dell’estate italiana. Mentre milioni di persone raggiungeranno località di mare, montagna e città d’arte, per una parte consistente della popolazione Ferragosto 2026 arriverà senza valigie e senza partenze. Non sempre per scelta.
Ferragosto 2026, per 4,4 milioni il problema sono i soldi
L’indagine Facile.it-EMG mostra che la motivazione economica rappresenta la causa principale della rinuncia alle vacanze. Il 66,4% di chi non partirà indica infatti proprio le difficoltà economiche, una percentuale che corrisponde a oltre 4,4 milioni di persone. La ricerca ha coinvolto un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana e permette quindi di leggere il fenomeno non soltanto come una tendenza turistica, ma anche come un indicatore del potere d’acquisto delle famiglie.
Le altre motivazioni hanno un peso decisamente inferiore. L’11,3% degli intervistati che rinuncia alle ferie preferisce partire in un altro periodo dell’anno, mentre un’altra quota dell’11,3% non dispone di sufficienti giorni di ferie. Per una parte degli italiani, dunque, il problema non riguarda la volontà di viaggiare, ma la possibilità concreta di sostenere la spesa.
Il dato economico diventa ancora più significativo se si considera quanto costa oggi una vacanza. Secondo un’altra indagine Facile.it-EMG, gli italiani prevedono di spendere nel 2026 in media 939 euro a persona soltanto per trasporto e alloggio. Una famiglia di quattro persone può quindi arrivare a circa 3.756 euro prima ancora di aggiungere pasti, ingressi, attività, parcheggi, carburante e altre spese quotidiane.
Il costo della vacanza spinge anche verso i prestiti
La difficoltà nel sostenere il costo delle ferie emerge anche da un altro dato. Nei primi cinque mesi del 2026, secondo Facile.it, gli italiani hanno ottenuto circa 170 milioni di euro di finanziamenti destinati alle vacanze. L’importo risulta inferiore agli oltre 200 milioni dello stesso periodo del 2025, ma il fenomeno continua a rappresentare una componente del credito al consumo.
Le richieste di prestito per una vacanza rappresentano ormai oltre l’1% delle richieste complessive di prestiti personali e dal 2019 a oggi la quota è cresciuta del 42%. Nei primi cinque mesi del 2026 chi ha chiesto un finanziamento per partire ha richiesto in media 5.400 euro, con un piano medio di 50 rate da circa 132 euro.
Il dato racconta un’altra faccia della stessa situazione: alcune famiglie rinunciano alla vacanza perché non possono sostenerne il costo, mentre altre scelgono di distribuire la spesa su più mesi attraverso un finanziamento. In entrambi i casi il prezzo della vacanza entra direttamente nel bilancio familiare.
Non tutti rinunciano alla vacanza: 13 milioni partono a Ferragosto
Il quadro non significa naturalmente che gli italiani abbiano smesso di viaggiare. Al contrario, nella settimana di Ferragosto circa 13 milioni di italiani partiranno per una vacanza, secondo le stime di Confturismo-Confcommercio riportate dal Corriere della Sera. Circa 9 milioni trascorreranno fuori casa un periodo più lungo, mentre altri 4 milioni sceglieranno soltanto i giorni intorno al 15 agosto. Altri 4,5 milioni faranno invece una gita in giornata senza pernottamento.
Questi numeri mostrano quindi una forte polarizzazione. Da una parte c’è chi continua a spendere per le ferie, dall’altra cresce il numero di persone che riduce la durata del viaggio, sceglie destinazioni più vicine oppure rinuncia completamente.
Anche la scelta della destinazione risente del budget. L’indagine Facile.it rileva che per oltre 7 milioni di italiani il budget ha guidato la scelta della meta. Le case vacanza hanno inoltre conquistato maggiore spazio nelle preferenze degli italiani, mentre la tradizionale partenza concentrata esclusivamente nel mese di agosto perde terreno.
Il Ferragosto degli italiani diventa più corto e più vicino
La conseguenza più evidente non riguarda quindi soltanto chi resta completamente a casa. Anche chi parte tende a modificare il modo di organizzare le ferie.
Una vacanza più vicina significa spesso meno carburante, meno tempo di viaggio e una maggiore possibilità di controllare la spesa. Il caro carburante rappresenta infatti un’altra voce importante del budget estivo. Secondo Facile.it, considerando i consumi registrati sulla rete italiana nei mesi di luglio e agosto 2025, quest’estate gli automobilisti potrebbero spendere complessivamente quasi 10,5 miliardi di euro per i rifornimenti, circa il 17% in più rispetto ai quasi 9 miliardi dello scorso anno.
Per una famiglia che affronta un viaggio in automobile, quindi, il costo della vacanza non si limita alla prenotazione dell’hotel o della casa. Benzina, pedaggi autostradali e parcheggi possono aggiungere centinaia di euro al conto finale.
Per chi resta a casa, Ferragosto non significa necessariamente rinunciare alla festa
Il dato sui 6,7 milioni di italiani che non faranno vacanze non significa che altrettante persone trascorreranno necessariamente un Ferragosto senza occasioni di svago. Molte famiglie possono scegliere una soluzione più economica: una giornata in casa con amici e parenti, una gita vicino alla propria città, un pranzo all’aperto oppure una serata organizzata in giardino o sul terrazzo.
La differenza rispetto a una vacanza tradizionale può diventare significativa. Evitare una notte in hotel elimina il costo dell’alloggio; preparare il pranzo a casa evita il conto del ristorante; scegliere una destinazione raggiungibile in pochi chilometri riduce carburante e pedaggi.
Anche le città possono offrire alternative gratuite o a basso costo durante Ferragosto, tra eventi culturali, spettacoli all’aperto, musei e iniziative organizzate dai Comuni. Il punto, soprattutto per le famiglie che hanno già dovuto rinunciare alle ferie, consiste nel non trasformare la necessità di risparmiare in una rinuncia totale al tempo libero.
Un Ferragosto che racconta il potere d’acquisto delle famiglie
Il dato dei 4,4 milioni di italiani che rinunciano alle vacanze per motivi economici va quindi oltre la fotografia di una singola giornata. Racconta il rapporto sempre più delicato tra redditi disponibili, costo della vita e spese considerate non indispensabili.
La vacanza rappresenta infatti una delle prime voci che una famiglia può decidere di ridurre quando il bilancio diventa difficile. Prima arriva la scelta di accorciare il viaggio, poi quella di cambiare destinazione, infine la rinuncia completa.
Ferragosto 2026 mostra così due Italie che convivono nello stesso giorno: quella dei 13 milioni di persone in viaggio nella settimana centrale di agosto e quella dei 6,7 milioni che non faranno alcuna vacanza, con 4,4 milioni che indicano nel portafoglio la ragione della rinuncia.
E proprio questo rende il dato particolarmente significativo. Dietro il numero di chi resta a casa non c’è soltanto una diversa idea di vacanza, ma la difficoltà di molte famiglie a trovare spazio nel proprio bilancio per una spesa che, nel 2026, può arrivare rapidamente a diverse migliaia di euro.
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