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Assegno unico, aumenti in arrivo nel 2027: ecco quanto potrebbero ricevere le famiglie

L’Assegno unico potrebbe aumentare nel 2027, con nuovi importi per le famiglie che ricevono ogni mese il contributo per i figli a carico. Le prime stime ipotizzano una rivalutazione del 2,5%, che porterebbe la cifra minima a circa 60 euro mensili per figlio e quella massima a oltre 208 euro. Si tratta, però, di proiezioni e non ancora degli importi ufficiali che l’INPS riconoscerà il prossimo anno.

Assegno unico 2027, perché potrebbe aumentare

L’Assegno unico e universale è il contributo mensile destinato alle famiglie con figli a carico. Spetta dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni, purché siano rispettate le condizioni previste dalla normativa. Per i figli con disabilità, invece, non esiste un limite anagrafico.

L’importo cambia in base all’ISEE del nucleo familiare e ad altre caratteristiche, come il numero e l’età dei figli. La prestazione comprende inoltre maggiorazioni per determinate situazioni familiari.

Ogni anno gli importi e le soglie ISEE vengono rivalutati per tenere conto dell’inflazione. Per il 2026 l’adeguamento è stato dell’1,4%, mentre per il 2027 bisognerà attendere la percentuale definitiva.

Le prime simulazioni, diffuse sulla base delle stime sull’andamento dei prezzi, ipotizzano un incremento del 2,5%. Se questa previsione trovasse conferma, le famiglie potrebbero ricevere un assegno leggermente più alto rispetto a quello attuale.

Quanto potrebbe aumentare l’Assegno unico nel 2027

La rivalutazione potrebbe interessare sia chi riceve l’importo minimo sia chi ha diritto alla quota più elevata grazie a un ISEE basso.

Nel 2026 l’importo base minimo dell’Assegno unico è di 58,30 euro al mese per figlio. Con un aumento ipotetico del 2,5%, la somma arriverebbe a circa 59,76 euro, quindi quasi 60 euro mensili.

La quota minima riguarda anche chi non presenta un ISEE valido o supera la soglia economica prevista per l’importo più basso, fermo restando il rispetto dei requisiti per accedere alla prestazione.

Per le famiglie che ricevono la cifra minima, la differenza sarebbe contenuta, ma l’aumento si applicherebbe a ciascun figlio per il quale spetta il contributo.

Anche l’importo massimo potrebbe salire. Attualmente, per un figlio minorenne appartenente a un nucleo con ISEE fino a 17.468,51 euro, la quota base raggiunge 203,80 euro al mese. Con una rivalutazione del 2,5%, la cifra potrebbe arrivare a circa 208,90 euro.

Questi importi non comprendono le eventuali maggiorazioni, che possono far crescere ulteriormente il contributo riconosciuto alla famiglia.

Cambieranno anche le soglie ISEE?

La rivalutazione annuale riguarda anche le soglie economiche utilizzate per determinare l’importo dell’Assegno unico.

Secondo le simulazioni, il limite ISEE per ottenere la quota massima potrebbe passare dagli attuali 17.468,51 euro a circa 17.905 euro. Salirebbe anche la soglia oltre la quale spetta l’importo minimo, con una possibile rideterminazione delle fasce intermedie.

Questo significa che alcune famiglie potrebbero rientrare nelle fasce più favorevoli anche con un ISEE leggermente superiore ai limiti attuali.

Le cifre, tuttavia, restano indicative. Per conoscere i nuovi valori bisognerà attendere l’aggiornamento ufficiale delle soglie e degli importi da parte dell’INPS.

Assegno unico 2027, aumenti anche per le maggiorazioni

L’importo mensile non dipende soltanto dalla quota base. In presenza dei requisiti previsti, alla somma ordinaria si aggiungono maggiorazioni legate, per esempio, alla presenza di figli con disabilità, ai nuclei numerosi o ad altre condizioni familiari tutelate.

Tra le situazioni considerate dalla normativa rientra anche quella dei genitori entrambi titolari di reddito da lavoro.

Con l’eventuale rivalutazione del 2027 potrebbero aumentare anche queste componenti. Il valore effettivo dipenderà dalle regole applicabili e dagli importi che l’INPS comunicherà per il nuovo anno.

Quando arriveranno i nuovi importi dell’Assegno unico

Per conoscere con certezza quanto spetterà alle famiglie nel 2027 sarà necessario attendere le comunicazioni ufficiali dell’INPS.

Nel 2026 l’Istituto ha applicato gli importi rivalutati a partire dalla mensilità di febbraio, mentre gli adeguamenti relativi a gennaio sono stati corrisposti da marzo. Anche per il prossimo anno occorrerà verificare il calendario che verrà comunicato.

Nel frattempo, la stima dei 60 euro mensili rappresenta un’indicazione utile per capire la possibile entità dell’aumento, ma non costituisce una cifra già approvata.

Le famiglie potranno quindi conoscere l’importo effettivo del proprio Assegno unico soltanto dopo la pubblicazione dei nuovi valori ufficiali, che terranno conto della rivalutazione e della situazione del nucleo familiare.