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Carburanti: lo sconto finisce oggi, cosa succede al prezzo del diesel

Il taglio sulle accise del gasolio scade oggi, 5 ottobre. Al suo posto entra in funzione il meccanismo delle accise mobili. Intanto i prezzi alla pompa sono scesi grazie agli sconti applicati dalle principali compagnie. Ecco cosa può succedere adesso al diesel.

C’è una novità che interessa da vicino milioni di automobilisti. Da oggi, lunedì 5 ottobre, termina lo sconto di 6,1 centesimi al litro sulle accise del gasolio introdotto dal Governo per contenere l’impatto del caro-carburanti.

La misura non viene prorogata: al suo posto entra in funzione il meccanismo delle accise mobili, pensato per intervenire sulle imposte quando le quotazioni dei carburanti aumentano.

La scadenza arriva però in un momento particolare. Nell’ultima settimana, infatti, il prezzo del diesel è diminuito in modo significativo grazie anche agli interventi delle principali compagnie petrolifere, che hanno introdotto sconti e tetti ai prezzi.

La domanda, quindi, è inevitabile: da oggi il diesel tornerà a salire?

Quanto costa oggi il diesel

Gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit fotografano un prezzo medio nazionale del gasolio self service pari a 2,242 euro al litro.

Per la benzina il prezzo medio si attesta invece a 2,048 euro al litro.

In autostrada il diesel costa ancora di più: il prezzo medio del self service raggiunge 2,266 euro al litro, mentre la benzina si ferma a 2,062 euro.

Il dato è comunque molto diverso da quello registrato soltanto qualche settimana fa.

Il diesel è sceso, ma lo sconto sulle accise finisce

La situazione è particolarmente interessante perché le due dinamiche si muovono in direzioni opposte.

Da una parte, il prezzo del gasolio è sceso. Secondo il Codacons, nell’ultima settimana il prezzo medio del diesel sulla rete ordinaria è diminuito di 13,3 centesimi al litro. Per un pieno significa una spesa inferiore di circa 6,65 euro.

In autostrada il calo è stato ancora maggiore: -19,1 centesimi al litro, pari a circa 9,5 euro in meno per un pieno.

Dall’altra parte, però, da oggi viene meno il taglio fiscale di 6,1 centesimi al litro.

Questo significa che il prezzo alla pompa potrebbe tornare a salire, anche se non è possibile stabilire oggi un aumento automatico di 6,1 centesimi.

Cosa cambia da oggi con le accise mobili

La novità più importante è il passaggio al sistema delle accise mobili.

Il meccanismo consente di utilizzare parte del maggior gettito IVA collegato all’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre le accise, con l’obiettivo di attenuare gli effetti dei rincari.

In altre parole, la fine dello sconto non significa necessariamente che il prezzo del diesel aumenterà immediatamente dello stesso importo.

Il prezzo finale dipenderà infatti anche dall’andamento delle quotazioni internazionali, dai listini delle compagnie petrolifere e dagli interventi previsti dal nuovo meccanismo.

C’è però un’altra novità: gli sconti delle compagnie

A rendere meno prevedibile l’andamento dei prezzi è anche la decisione di alcune delle principali compagnie petrolifere di introdurre price cap e iniziative di contenimento dei prezzi.

Eni, IP e Q8 hanno adottato misure per calmierare il prezzo dei carburanti. Questo ha contribuito alla discesa registrata nell’ultima settimana.

Il risultato è che oggi il consumatore si trova davanti a uno scenario diverso da quello previsto quando è stato stabilito il taglio temporaneo delle accise: lo sconto fiscale finisce, ma contemporaneamente il prezzo industriale dei carburanti si è ridotto.

Per questo non è corretto dire che da oggi il diesel aumenterà necessariamente di 6,1 centesimi al litro.

Quanto potrebbe costare un pieno

L’effetto della fine dello sconto dipenderà quindi dall’evoluzione dei prezzi alla pompa.

Per capire l’ordine di grandezza, 6,1 centesimi al litro equivalgono a circa 3,05 euro su un pieno da 50 litri.

Ma si tratta dell’effetto teorico della sola componente fiscale: il prezzo effettivamente pagato dall’automobilista potrà essere diverso in funzione delle variazioni dei listini.

Il Codacons aveva già stimato un aggravio di circa 3 euro per un pieno di gasolio quando il taglio delle accise era stato dimezzato a settembre.

Il caro-carburanti pesa ancora sulle famiglie

Nonostante la recente discesa dei prezzi, il diesel resta comunque molto più caro rispetto alla situazione precedente alla crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente.

Secondo il Codacons, gli automobilisti italiani continuano a pagare il gasolio 52,1 centesimi in più al litro, pari a un aumento del 30,2% rispetto al periodo precedente al conflitto.

Nei sei mesi considerati dall’associazione, il caro-carburanti avrebbe prodotto 4,7 miliardi di euro di maggiori spese per gli automobilisti italiani.

Quindi il diesel aumenterà da oggi?

Non necessariamente di 6,1 centesimi.

La fine dello sconto sulle accise elimina una riduzione fiscale che aveva contribuito a contenere il prezzo del gasolio, quindi rappresenta un fattore potenzialmente rialzista.

Ma contemporaneamente i prezzi internazionali e i listini delle compagnie stanno seguendo una dinamica diversa rispetto alle settimane precedenti.

Per chi deve fare rifornimento, dunque, la situazione va monitorata nei prossimi giorni: sarà l’incrocio tra accise mobili, quotazioni petrolifere e politiche commerciali delle compagnie a determinare il prezzo effettivo del diesel.

La certezza, per ora, è una sola: da oggi termina lo sconto di 6,1 centesimi sulle accise del gasolio e prende il via il nuovo meccanismo delle accise mobili.