Curiosità

Parliamo di tessuti: quanti ne esistono? Li conosci tutti?

Nella fase di produzione di un oggetto in tessuto, che sia un abito o un complemento d’arredo, la scelta del materiale è fondamentale. La varietà di tessuti tra cui scegliere e la differenza di caratteristiche può fare la differenza tra successo e fallimento. Nella preferenza dei tessuti bisogna tenere conto delle caratteristiche fisiche (resistenza, elasticità, traspirabilità), del costo di produzione e lavorazione, della manutenzione e del pregio che potrebbero conferire al prodotto finito.

Nella fase di produzione di un oggetto in tessuto, che sia un abito o un complemento d’arredo, la scelta del materiale è fondamentale. La varietà di tessuti tra cui scegliere e la differenza di caratteristiche può fare la differenza tra successo e fallimento.

Nella preferenza dei tessuti bisogna tenere conto delle caratteristiche fisiche (resistenza, elasticità, traspirabilità), del costo di produzione e lavorazione, della manutenzione e del pregio che potrebbero conferire al prodotto finito.

La settimana della moda che si si svolge ogni anno, è un palese esempio di come la scelta di un tessuto possa cambiare le sorti di un abito. Non sempre il tessuto più costoso è il più funzionale! Imparare a conoscere i diversi tipi di tessuti può essere una marcia in più!

Tessuti sintetici possono conferire una più netta impronta futuristica; tessuti tecnici rendono piumini e impermeabili più resistenti alle intemperie e duraturi; tessuti pregiati come la seta possono rendere un abito prezioso e unico. Ecco perché è fondamentale sapersi destreggiare nel vastissimo panorama di tessuti a nostra disposizione.

Classificazione dei tessuti esistenti

Una prima classificazione dei tessuti esistenti ci permettere una divisione molto pratica:

Tessuti naturali

I tessuti naturali vengono prodotti partendo da piante, animali o minerali. Vengono inoltre realizzati senza l’appoggio di processi industriali o tecnologici avanzati. Hanno una storia molto antica e le loro tracce risalgono fino ai tempi degli uomini preistorici, quando venivano usati per creare abiti, oggetti di uso quotidiano e anche piccole opere d’arte. I tessuti naturali si possono classificare in:

– Tessuti di origine vegetale: Lo sono il cotone, il lino, la canapa, la juta e la seta. Vengono realizzati a partire da filamenti ottenuti da piante coltivate lavorate per ottenere fibre che possono essere filate e tessute fino ad ottenere tessuti morbidi e traspiranti.

– Tessuti di origine animale: Lo sono, ad esempio, la lana, la seta e la pelle. La lana è ottenuta dalla tosatura di pecore, capre, cammelli, lama, alpaca e i yak. La seta è prodotta dai bachi da seta. La pelle da animali come bovini, ovini e suini.

– Tessuti di origine minerale: L’esempio più tipico è dato dalla fibra di asbesto. Si tratta di una particolarissima fibra usata in passato per la produzione di tessuti resistenti alle alte temperature.

Tessuti sintetici

I tessuti sintetici sono prodotti con materiali ottenuti attraverso processi chimici e industriali. Vengono spesso utilizzati come alternativa ai tessuti naturali per la loro durata, resistenza e basso costo di produzione. I più comuni includono:

  • Poliestere: Si tratta di un tessuto resistente alle pieghe, facile da curare e molto usato nella produzione di capi d’abbigliamento, tessuti di arredo o biancheria per la casa.
  • Nylon: Leggero e resistente all’abrasione e all’acqua, viene spesso usato per la produzione di indumenti sportivi o il confezionamento di calze.
  • Acrilico: Particolarmente apprezzato per la somiglianza con la lana, è un tessuto leggero e facile da curare.
  • Polipropilene: è un tessuto leggero e resistente all’acqua, spesso utilizzato per la produzione di tessuti per la casa e tappeti.

I tessuti sintetici possono essere realizzati in un’infinita gamma di colori e stili e spesso sostituiscono i più costosi tessuti naturali. C’è da dire, però, che la produzione di tessuti sintetici può avere un forte impatto ambientale. Inoltre, non tutti tollerano gli abiti realizzati con tessuti sintetici perché, non essendo traspiranti, possono causare irritazioni alle pelli più sensibili.

Tessuti artificiali

I tessuti artificiali si caratterizzano per la combinazione di materiali naturali e sintetici. Vengono prodotti grazie ad un processo di lavorazione industriale che prevede l’uso di materiali naturali trattati, però, con sostanze chimiche. I tessuti artificiali più comuni sono:

  • Rayon: è un tessuto leggero e traspirante, spesso paragonato alla seta. È particolarmente utilizzato nel confezionamento di abbigliamento estivo.
  • Modal: è un tessuto morbido e leggero che può essere paragonato al cotone. Particolarmente apprezzato per la produzione di biancheria intima e abbigliamento sportivo.
  • Viscosa: è un tessuto molto morbido e particolarmente leggero che viene spesso scelto per realizzare capi di abbigliamento eleganti o tessuti per la casa (tende e tappezzerie).

Nuovi e antichi tessuti che meritano interesse

Ci sono poi tessuti che per le loro peculiarità e per i costi di produzione relativamente bassi, meritano un ulteriore approfondimento. Molti sono tessuti di nuova generazione, ottenuti grazie ad una ricerca che spinge verso l’ecosostenibilità. Altri ancora, invece, sono derivati da antiche tradizioni di nicchia. Vediamone insieme alcuni:

TNT, il tessuto non tessuto

Il TNT (acronimo di “Tessuto Non Tessuto”) è una tipologia di tessuto realizzata senza l’utilizzo di filati intrecciati. Viene infatti prodotto attraverso l’unione di fibre ‘fuse’ tra loro tramite tecniche di pressatura, termo-collatura o incollaggio.

Viene particolarmente apprezzato per la produzione di prodotti monouso come tovagliette, fazzoletti, sacchetti per la spesa, mascherine… E’ molto versatile, anche grazie al fatto che può essere realizzato in diverse grammature e composizioni di fibre.

Tessuti da agrumi

I tessuti ottenuto dagli scarti degli agrumi è particolarmente apprezzato per la sua ecosostenibilità ed il basso impatto aziendale. Per produrlo si utilizzano le parti che verrebbero gettate come bucce, semi e filamenti. Grazie ad una particolare lavorazione vengono estratti ed eliminati gli oli essenziali permettendo di ricavare le fibre.

Le fibre ottenute vengono mescolate con altre fibre (sia naturali che sintetiche) per creare il filato vero e proprio.

Si riescono ad ottenere tessuti morbidi, leggeri e traspiranti, che spesso vengono utilizzati nella produzione di t-shirt, camicie, sciarpe, borse e cappelli.

Si tratta di un tessuto che fa bene all’ambiente e che può contribuire alla promozione dell’economia circolare.

Jacroki

Si tratta di un materiale innovativo che all’apparenza sembra un foglio di carta. L’aspetto non deve però ingannare! Anche se sembra carta è invece una innovativa stoffa artificiale realizzata a partire da fibre naturali e fibre cartacee riciclate. Ecologico, robusto e versatile, si presta a moltissimi utilizzi.

Batik

Si tratta di un tessuto di cotone o seta colorato utilizzando una tecnica di tintura a cera. Si realizza con una particolare tecnica di tintura originaria del Sud-est asiatico. Una tecnica che prevede la copertura dell’intero tessuto con una sostanza protettiva. In questo modo solo le parti non rivestite dalla sostanza vengono tinteggiate con il colore scelto.

Econyl®

L’ECONYL® è un filato rigenerato ottenuto grazie al riciclaggio di materiali sintetici. Si utilizzano le cose più impensate come reti da pesca, moquette, tappeti e tessuti industriali. Per produrre l’ECONYL® si devono raccogliere tutti questi materiali, separarne i vari componenti e infine rigenerare le fibre sintetiche.

Un processo che consente di ottenere il filato ECONYL® e di realizzare un tessuto resistente, duraturo e dal basso impatto ambientale.

Senza contare che permette di ridurre i rifiuti altrimenti destinati alle discariche e, parlando di reti da pesca, di pulire i mari.

Il filato ECONYL® viene utilizzato in diversi settori, primo tra tutti quello tessile e della moda, per la produzione di abbigliamento, accessori, tappeti e moquette.

Tencel

Il Tencel è una fibra naturale prodotta a partire dalla cellulosa di legno. È anche conosciuto col nome commerciale di “lyocell”. Il processo di produzione del Tencel richiede l’uso di un solvente organico in un ciclo chiuso. Questo significa che il solvente potrà essere riciclato e riutilizzato più e più volte.

Il Tencel si caratterizza per:

  • estrema morbidezza;
  • una particolare leggerezza;
  • la capacità di assorbire l’umidità.

Viene spesso usato per biancheria da letto dato perché è molto resistente alle pieghe e mantiene un aspetto curato e stirato. Senza contare poi che si tratta di un tessuto ecologico e biodegradabile che può essere smaltito con estrema facilità dopo l’uso!

Gros-grain

Il gros-grain è un tessuto realizzato mescolando il cotone con fibre diverse. La sua principale caratteristica è la rigidità che gli permette di realizzare fili di trama più spessi rispetto a quelli dell’ordito che formano le righe orizzontali del tessuto. Il gros-grain è generalmente utilizzato per la produzione di cravatte, gonne, abiti da cerimonia e giacche, ma può anche essere usato per la produzione di accessori come cinture, borse e scarpe.

E tu, li conoscevi tutti? Quale useresti per il processo produttivo della tua azienda? O, perché no, anche solo per l’abito dei tuoi sogni che vorresti realizzare da te.

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